CRONACA - Roma, scontrini Marino: per l'ex sindaco chiesti due anni e sei mesi

Falso, peculato e truffa. Sono i reati contestati a Ignazio Marino, per il quale la Corte dAppello ha appena chiesto due anni e sei mesi di carcere. Mai nella mia vita e nelle mie funzioni ho utilizzato denaro pubblico per motivi personali, si difende lex sindaco di Roma, imputato per la vicenda scontrini, che nellottobre 2015 ha portato alle sue dimissioni e per il caso onlus.
Dopo lassoluzione da tutte le accuse in primo grado, il procuratore generale ha chiesto la condanna dellex primo cittadino per il caso delle 56 cene sospette, che da sindaco avrebbe pagato con la carta di credito del Campidoglio. Pasti consumati tra luglio 2013 e giugno 2015 in ristoranti di Roma, Milano, Genova, Firenze e Torino, per un totale di 12.700 euro. Ricordiamo che dopo avere appreso delle accuse a suo carico, Marino aveva restituito 20mila euro al Comune attraverso una donazione.